Dio si prende cura del suo popolo

Lettura Isaia 41:1-20 https://www.laparola.net/testo.php?riferimento=is+41%3A1-20&versioni[]=Nuova+Riveduta

Sappiamo tutti quanti che la Parola di Dio ha diversi piani di lettura. Questo è il modo di leggere la bibbia che ci hanno insegnato gli Apostoli, a partire dalla predicazione di Pietro al Cap. 2, negli Atti (il quale  nel giorno di Pentecoste cita il profeta Gioele e i salmi), Paolo e tutti  i padri della Chiesa, cioè quegli uomini che fin dall’inizio della storia della Chiesa,  che hanno letto e interpretato il Vecchio Testamento alla luce del nuovo.

Perché la chiesa fondata da Cristo ha sempre letto l’antico testamento puntando a Cristo, cioè riconoscendo che  profezie della  venuta del Messia  si sono avverate  in Gesù Cristo e nella sua opera di Redenzione.  Infatti, tutto  il piano della salvezza di Dio verso il suo popolo, vedeva in Cristo l’unico Redentore e Salvatore.

Nel cap. 11  di Isaia  ci sono dei riferimenti ben precisi,  che il profeta fa nei confronti di Ciro,  quel re potente che nel 539 a.C. avrebbe sconfitto Babilonia la grande, e poi avrebbe permesso che gli esiliati del Popolo di Israele,  con il famoso editto di Ciro,  potesse tornare a  Gerusalemme per il ricostruire il tempio e ricostituire il sacro culto.  Come possiamo leggere nel libro di Esdra (Esdra 1:1-4)

Riconoscere la sovranità di Dio

Ciro riconosce la potenza del Signore, Dio d’Israele. Lui, che  era un pagano,  riconosce le opere del Signore.  E noi? Riconosciamo la sovranità di Dio?

 Nei primi versi di Isaia 11, le isole e i popoli della terra si sono coalizzati contro Israele, ma alla fine saranno sconfitti e sarà proprio la mano del Signore che opererà, conducendo Ciro alla vittoria.  Questo avrà come conseguenza la liberazione di   Israele dalla schiavitù e dall’esilio in Babilonia.

In questi fatti, tutti i popoli circostanti dovevano vedere la potenza di Dio,  anzi la scrittura calca molto la mano:  affinché tutti i popoli vedano, sappiano, considerano, e capiscano tutti quanti che la mano del Signore ha operato questo è che il Santo d’Israele ne è il creatore (verso 20).

Onnipotenza e fedeltà di Dio

Ecco  due aspetti  che possiamo vedere in questo brano di Isaia: 1° l’onnipotenza di Dio, 2° la sua fedeltà alle promesse.  Dio ama il suo popolo e non lo può abbandonare. E in Isaia 43, poco più avanti ancora il profeta esclama:

13 Esultate, cieli, e tu, terra, festeggia! Prorompete in grida di gioia, monti, poiché il SIGNORE consola il suo popolo e ha pietà dei suoi afflitti.

Consideriamo la risposta del suo popolo: 14 Ma Sion ha detto: «Il SIGNORE mi ha abbandonata, il Signore mi ha dimenticata».  

Cosa ribatte Dio? 15 Una donna può forse dimenticare il bimbo che allatta, smettere di avere pietà del frutto delle sue viscere? Anche se le madri dimenticassero, non io dimenticherò te.

E poi ancora, ecco l’opera di Dio e il suo amore viscerale per Gerusalemme: 16 Ecco, io ti ho scolpita sulle palme delle mie mani; le tue mura mi stanno sempre davanti agli occhi. 17 I tuoi figli accorrono; i tuoi distruttori, i tuoi devastatori si allontanano da te (Isaia 43:13-17 v. N.R).

Lui si prende cura del suo popolo!

Il redentore è il santo d’Israele

Tornando al cap. 41 leggiamo  al verso 14: non temere, o Giacobbe, vermiciattolo, o residuo di Israele. Io ti aiuto dice il Signore. Il tuo Redentore è il Santo d’Israele.

Noi sappiamo che c’è un solo Redentore e questi è Gesù Cristo che ci ha redenti dal peccato. Ma cosa significa il termine Redentore? Il redentore era un fratello, o un parente stretto che riscattava il debito di una persona, fatta schiava o gettata in prigione, perché appunto non aveva pagato i suoi debiti.  Questo parente pagava per conto di colui che era stato imprigionato e così lo poteva liberare.  Questo concetto a cosa o a chi possiamo collegarlo?  Naturalmente a  Gesù Cristo che paga il riscatto, come Redentore.  E paga questo debito con la sua vita che consegna a Dio Padre,  per liberare i suoi prigionieri che sono i salvati,  i redenti dal suo sangue.

Questa parola è per noi

Ma la Parola di Dio ha una valenza anche personale, ossia si rivolge ad ognuno di noi.  Noi, infatti,  siamo il popolo di Dio. Non dobbiamo pensare che questo brano scritto circa 700 anni prima della venuta di Cristo, profetizzasse soltanto la liberazione dalla schiavitù del popolo d’Israele, perché puntava a Cristo  e attraverso  Cristo si riferiva anche  noi. Perché ognuno è parte del suo popolo, del nuovo Israele.

 Ecco che possiamo vedere in questo popolo sofferente, nel popolo di Dio perseguitato, tutta la chiesa sofferente, martirizzata nel corso della storia e anche oggi, in diverse parti del mondo.

 Ma possiamo vedere anche la nostra storia personale, la vita  di ognuno di noi. Ognuno di noi, infatti,  ha vissuto nel suo piccolo una storia di redenzione.

Dio è custode e guida della nostra vita

Se abbiamo deciso di seguire Cristo e di appartenere ad una chiesa cristiana, c’è un motivo.

Noi lo sappiamo,  e ci crediamo!  Questa è la nostra fede: Credere che Dio provvede ogni giorno per le nostre necessità spirituali (e materiali) e orienta le nostre scelte. Infatti, se  ti affidi a lui in preghiera, sei consapevole che tutto quello che succede intorno a te e in te è voluto o permesso da Dio.  

È vero, ci possono essere dei momenti difficili: lutti, abbandoni, tradimenti, malattie, difficoltà economiche.  Ma se abbiamo fede sappiamo che in ogni fatto c’è la mano di Dio,  anche se a volte non riusciamo a capirne il motivo, perché i suoi piani sono spesso misteriosi.

  Forse anche tu stai attraversando una prova che dura da tempo (a volte anche da anni!),  ma rimani saldo nella fede. Noi tutti, se siamo credenti autentici, dobbiamo continuare a rivolgere il nostro sguardo su di Lui e lodarlo, benedirlo, supplicarlo, nell’abbondanza e nella ristrettezza, nella salute e nella malattia, quando c’è un forte vento a poppa nella barca della vita e anche  quando c’è bonaccia, o quando siamo nella tempesta, perché Lui è sempre con noi.

Una profezia che si avvera oggi

Possiamo rileggere questo brano e vedere qui una profezia che si avvera in tutta la chiesa, quella universale,  come quella locale, ma anche nella vita di ognuno di noi singolarmente.    Nei momenti più difficili facciamo memoria della nostra vita passata e consideriamo  tutte le circostanze  in cui il Signore ha operato.  Spesso ci ripetiamo che bisogna leggere la Bibbia. Vero!  Dobbiamo leggerla, ma non con una lettura superficiale, frettolosa. Dobbiamo rimanere, sostare e meditare  la Parola, ed attendere che il Signore parli al nostro cuore,  nella certezza che quella Parola è per noi.

Siamo figli prediletti

Cara lettrice, caro lettore: siamo figli prediletti da Dio, ed Egli si prende cura dei suoi Figli. Ce lo dice anche il nostro  Signore Gesù Cristo: 6 Cinque passeri non si vendono per due soldi? Eppure non uno di essi è dimenticato davanti a Dio; 7 anzi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque; voi valete più di molti passeri. (Luca 12:6-7 v. N.R.).

Facciamo memoria di   come Dio ha operato in passato, servendosi di alcune persone, fatti o circostanze,  orientando anche il nostro operare,  per arrivare a quell’unico scopo:  cioè la nostra salvezza.

L’opera è di Dio

È Dio che opera. È Dio che porta sempre a termine i suoi propositi. Alcuni si prendono il merito della conversione di un fratello, o di una sorella. Ma se ci riflettiamo, il merito di chi è? Certo, il merito va Dio, che  ti ha dato l’onore di evangelizzare. Allora ringrazia Dio e ripeti: sono solo un povero servo. Perché Dio può suscitare figli di Abramo dalle pietre (Luca 3:8 8 Fate dunque dei frutti degni del ravvedimento, e non cominciate a dire in voi stessi: “Noi abbiamo Abraamo per padre!” Perché vi dico che Dio può da queste pietre far sorgere dei figli ad Abraamo).

Un amore vittorioso

Dio ci ama, ci ama di un amore eterno. Dio ci ama donandoci suo Figlio.  Questa è la nostra più grande consolazione.  Questa è la più grande vittoria: non la nostra personale vittoria, ma la vittoria di Dio in noi, che trionfa sul peccato. Cristo ha vinto la morte, ha sconfitto il serpente antico, ha trionfato sui nostri nemici  che ci circondavano.

Non dobbiamo vedere in questi nemici solamente delle persone fisiche. Vero, a volte possono essere anche essere  congiunti, parenti, vicini, coinquilini, colleghi di lavoro.  Ma i più grandi nemici della nostra pace sono in realtà le tentazioni, sono quei moti del nostro spirito che ci vogliono portare verso una condizione di miseria spirituale.  

La speranza è solo in Dio

Consideriamo che, quando il profeta parlava dei popoli che erano nello stato di prigionia, vessati dalla schiavitù in esilio,  la più grande tentazione era di gettare la spugna.  Ossia arrendersi, perdere la speranza, dimenticare la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto e la terra promessa. Ecco perché Dio ha suscitato i profeti, come Isaia, Geremia e tutti gli altri, infatti essi dovevano ricordare al Popolo le sue promesse.  Così anche noi,  nella nostra vita,  corriamo questo rischio, quando le circostanze sembrano contrarie e  sembra come se il Signore non ci amasse,  come se il Signore ci abbandonasse volendo  la nostra distruzione, la nostra miseria.

Assolutamente non è così!   qui la Parola è chiara,  dice che tutti quei nemici che si erano infiammati contro di te saranno svergognati e confusi: i tuoi avversari saranno ridotti a nulla e periranno tu li cercherai e non li troverai più. Quelli che litigavano con te, quelli che ti facevano guerra, saranno come nulla, come cosa che più non è; perché io, il Signore il tuo Dio, fortifico la tua mano destra e ti dico: non temere io ti aiuto!

Avere fiducia in Dio

Non dobbiamo vergognarci se a volte ci scoraggiamo. In quei momenti,  cerchiamo la forza di  tornare a Dio, nella preghiera. Confidiamo nella sua provvidenza, rimanendo nella sua Parola,  meditando su quello che l’Eterno ha detto e ha scritto attraverso i suoi profeti.

Perché il Signore Dio opererà nella tua vita come ha già operato in passato. Tu non temere, il Santo, il Dio d’Israele è con te.  La sua mano potente, il suo forte braccio ti sostiene e il tuo piede non vacillerà. Non temere perché il Signore si servirà dei fatti in modo misterioso per manifestare ai popoli la sua potenza e la sua vittoria sul peccato. Al versetto 17 dice: i miseri e i poveri cercano acqua, e non c’è ne; la loro lingua é secca dalla sete. Io, il Signore, li esaudirò. Io il Dio d’Israele non li abbandonerò.

Rimanere saldi nelle sue promesse

Dobbiamo credere alla Parola di Dio!  Questa è la nostra forza.  Non possiamo confidare nell’uomo, non possiamo confidare nei potenti, dobbiamo confidare in Dio e lui che ce lo dice e ce lo comanda.  Ci sarà una liberazione nella tua vita, ci sarà una liberazione da tutte quelle circostanze che ti soffocano e sarà Dio che opererà. Non confidare nell’uomo ma rivolgiti a Dio!  

Il Signore è grande e può ancora oggi liberarti da tutte le tue paure, da tutte le tue ansie, dalle tribolazioni che stai affrontando.

Anzi, Dio si serve proprio delle prove per rendere più forte la tua fede, per purificarla sul crogiuolo, come si fa con l’oro,  per consolidarla. C’è un proverbio che dice ciò che non ti uccide ti rende più forte, e questo ha una parte di verità.

La salvezza è operata da Dio

Se stai vivendo delle situazioni che sembrano impossibili, non disperare, perché come dice la scrittura verrà la salvezza operata da Dio.  È una promessa, è una profezia che si compirà anche nella tua vita. Continua a confidare in Dio. Non ti arrendere!  Quando la tempesta sembra ancora più forte, piega le ginocchia e invoca la potenza di Dio che può ancora liberare, ma non ti arrendere. A volte passano anni prima che una situazione si risolva, ma alla fine tutti quanti, i vicini e i lontani, potranno vedere la gloria di Dio.

Non temere, io sono con te dice Signore! Perché Dio ha mandato sulla terra il suo benedetto Figlio,  l’Unto, il Messia, il Cristo Redentore, colui che ha liberato il suo popolo dal nemico più grande che è la morte.

Dov’è o morte il tuo dardo?

Paolo, in quello splendido poema ispirato dallo Spirito Santo grida: dove o morte il tuo dardo? «O morte, dov’è la tua vittoria? O morte, dov’è il tuo dardo?» Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge; ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, incrollabili, sempre abbondanti nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore. ( 1 Corinzi 15:55-58 v. N.R.).

Il dardo della morte non è la morte stessa, ma è il peccato, perché è il peccato che  può portare sia alla morte spirituale che  a quella materiale.

Ma noi confidiamo in Dio, perché la morte ha perso la sua forza, essendo stata sconfitta dal Figlio di Dio. Perchè la morte è stata sconfitta per sempre.  Questa è la verità in cui crediamo e in cui confidiamo.

Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia (Is. 41:10)

 Dio ci fortifica quando lottiamo, ci soccorre quando siamo feriti, ci sostiene quando vacilliamo. Questa è l’opera di Dio nei suoi figli.

La nostra  consolazione

Concludo riportando alcuni versi di Romani 8: Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Com’è scritto: «Per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno; siamo stati considerati come pecore da macello». Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati. Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 8:35-39 v. N.R.)

Per la promessa di Dio stiamo fermi. È per il suo amore nel suo Figlio benedetto che possiamo avere  piena e completa fiducia  in Dio, nella sua mano potente e confidare nella sua piena e completa vittoria.

A causa della sua giustizia noi confidiamo in Cristo Gesù nostro Signore, colui che ci ha liberati dal nemico. È per la gloria di Cristo Gesù che siede nel trono del cielo che  sappiamo di essere liberati dalle tenebre.

È per l’amore di Dio in Cristo Gesù  che siamo consolati  in ogni sofferenza, perché Gesù è colui che ha preso in mano la mia vita insignificante  e  l’ha riempita di tutto, e il tutto è il Dio onnipotente, sovrano, tre volte Santo, poderoso, immenso, lento a l’ira e ricco in misericordia,  e per questo posso  riposare nelle sue braccia   e immergermi  nel  mare della sua  benedizione. Amen.